• Tim Braithwaite

Vincenzo Manfredini on the use of Ornaments in Recitative (1797)

‘A great defect into which some of the best modern singers have fallen is that of having introduced florid ornaments into recitative, which is very repugnant to good sense, given that recitative is truly a spoken music. When one speaks, and reasons, one certainly does not sing florid ornaments. Hence, instead of studying and looking for every means of good direction, and trying to recite, and express the affections with strength, and with the subtleties of the voice, they neglect those values that are so necessary. What is worse still, they ruin the recitative with their warbling, with their affectations and with their caricatures.


Sometimes however, in recitatives with texts that are not very interesting or are indifferent, a bit of ornamentation is permitted. That is to say, a short vocalisation, such as a volare, a little groppetto or other charming embellishment. But the recitatives which are lively and affectionate, and with expressive words, for example, anxiety, cruel, grief, barbarous, wicked, scorn, fury, pity, sorrow, etc. will always be badly done and ridiculous if performed in such a way. Singers of merit then, and much accreditation, should take caution in the introduction of certain extravagant, out of place novelties, since they are favoured by many who do not know how to distinguish between that which is useful to imitate, and that which must be spurned. It results in grave, almost irreparable, damage to the art of song.’

‘Un gran difetto, in cui son caduti alcuni dei migliori Cantanti moderni, è stato quello di avere introdutto il gorgheggio nel recitative, cosa che assai ripugna al buon senso; mentre, essendo il recitativo una vera musica parlante, allorchè si parla, e si ragiona non si gorgheggia certamente. Quindi in vece che adesso si studi, e si cerchi ogni mezzo di ben gestire, e si procuri di declamare, ed esprimer gli affetti con forza, e colla gradazione della voce; si trascurano questi pregi che son tanto necessari, e ciò ch’è peggio ancora, si guasta il recitativo con dei gorgheggi, delle leziosaggini, e delle caricature.


Alcune volte però nei recitativi con parole non molto interessanti o indifferenti, è permesso un qualche ornamento, vale a dire, un brevissimo gorgheggio, come sarebbe una volatina, un groppetto, o altro abbellimento grazioso; ma il recitativo animato ed affettuoso; e con parole espressive, quali sono, per esempio, affanno, crudele, pena barbaro, perfido, sdegno, furore, pietà, duolo ec. ec. sarà sempre una cosa malfatta e ridicola, di eseguirlo nel detto modo. I cantanti di merito adunque, e molto accreditati, dovrebbero ben guardarsi dall’introdurre certe novità stravaganti, e fuori di luogo, perchè essendo secondati da moltissimi, i quali non sanno distinguere ciò che giova imitare, e ciò che va disprezzato, ne risulta all’arte del Canto un danno gravissimo, e quasi inreparabile.’

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*Notes*


Vincenzo Manfredini, Regole Armoniche O Sieno Precetti Ragionati per Apprender La Musica Di Vincenzo Manfredini (Venice: Adolfo Cesare, 1797). Translation adapted from Virginia Croskery, “The Bel Canto War : A Critical and Annotated Translation of Vincenzo Manfredini’s Regole Armoniche, Part III (1797) with Relevant Essay” (Thesis, 2005).


The image below is a particularly beautiful, hand-coloured etching of Angelica Catalani by Robert Dighton entitled ‘Madame Catalani in Semiramide,’ published December 1806.


Image from: https://www.npg.org.uk/collections/search/portrait/mw36189/Angelica-Catalani-Madame-Catalani-in-Semiramide


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